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ABC del Conto Energia



A

Agevolazioni
L’incentivo per l’energia prodotta da impianti fotovoltaici è il Conto Energia (Dm 19/02/2007). Non sono ammessi per il fotovoltaico, invece, i certificati verdi né le detrazioni del 55% (legge Finanziaria 2007 e successive), che sono invece previste per il solare termico e altri interventi per il risparmio energetico.
Alla tariffa incentivante del Conto Energia si aggiunge il meccanismo dello scambio sul posto o, in alternativa, la vendita dell’energia al mercato.
Ci sono però altre agevolazioni da considerare: la tariffa del Conto Energia viene aumentata fino a un massimo del 30 per cento se si effettuano lavori sugli edifici che permettono il risparmio energetico di almeno il 10% o se l’edificio è nuovo ed efficiente dal punto di vista energetico. Si possono sommare anche altri finanziamenti pubblici, purché non superino il 20% del valore dell’investimento. Questa misura non vale per le scuole e gli ospedali, i quali hanno inoltre una maggiorazione del 5% sulla tariffa agevolata, così come accade per gli edifici gestiti da comuni fino a 5mila abitanti e per impianti medi e grandi in cui la quota di autoconsumo è di almeno il 70 per cento.

Allacciamento alla rete elettrica
Uno degli adempimenti burocratici per chi installa un impianto fotovoltaico riguarda la connessione alla rete elettrica. Dopo aver concluso l’iter autorizzativo (vedi la voce autorizzazioni), è necessario presentare una richiesta di connessione al gestore di rete locale (Enel, A2A, Hera ecc.) e attendere il preventivo. Una volta accettato il preventivo, iniziano i lavori e ha luogo l’allacciamento alla rete. La recente delibera Arg/elt 99/08 dell’Aeeg ha fissato tempi e costi massimi per i preventivi e i lavori, a cui i gestori di rete devono adeguarsi. Sono previste anche delle sanzioni in caso di ritardi. Per i dettagli, si veda la Guida al Conto Energia.

Assicurazione
Molte assicurazioni hanno predisposto dei prodotti ad hoc per il fotovoltaico, che coprono sia i rischi legati agli eventi naturali (per esempio grandine) sia gli atti di terzi (vandalismo e furti). Il premio dell’assicurazione, per un impianto domestico, è nell’ordine dei 10 euro annui per kW installato (in media 30 euro all’anno per un impianto domestico). Spesso le banche richiedono la sottoscrizione di una polizza assicurativa per concedere il finanziamento di un impianto fotovoltaico.

Autorizzazioni
È prevista a breve la pubblicazione delle Linee guida per rendere applicabile l'”autorizzazione unica”, prevista fin dal Dlgs 387 del 29/12/2003. Con tale procedimento, in tutta Italia, l’iter autorizzativo dovrebbe durare al massimo di 180 giorni. Fino a oggi, tuttavia, chi vuole realizzare un impianto fotovoltaico deve informarsi in comune sugli iter e sulle autorizzazioni previste, diverse da regione a regione. In genere per gli impianti fino a 20 kW di potenza è sufficiente la Dia (dichiarazione di inizio attività). Attraverso il procedimento della Dia si presenta al comune il progetto firmato da un tecnico abilitato e dopo 30 giorni, se non ci sono rilievi da parte dell’ufficio tecnico, si possono iniziare i lavori. In zone protette – come i centri storici – è in genere necessaria l’autorizzazione paesaggistica.

B

Banche
Sono molte le banche che offrono dei finanziamenti ad hoc, alcune coprono fino al 100% dei costi. Questo è possibile in quanto l‘accordo tra il GSE e 350 istituti finanziari permette di utilizzare il bonus pubblico per garantire il rimborso del prestito attraverso la cessione del credito che consente il finanziamento dell’impianto.

Bolletta
Fino alle recenti modifiche sullo scambio sul posto (deliberazione ARG/elt 74/08, allegato A), gli utenti ricevevano la bolletta del proprio operatore alleggerita della parte di energia autoprodotta. Da quest’anno, invece, pagano le bollette e si vedono attribuire sul proprio contocorrente il contributo dal GSE.

Burocrazia
Se non si sceglie di affidare la burocrazia a un installatore o una banca, gli adempimenti burocratici da affrontare per installare i pannelli fotovoltaici e ottenere l’incentivazione Conto Energia sono principalmente tre: l’autorizzazione da richiedere al comune; la richiesta di connessione alla rete elettrica; la convenzione con il Gestore dei servizi elettrici (GSE) per l’ottenimento dell’incentivo Conto Energia. Altre “carte” riguardano il finanziamento dell’impianto e la stipula di polizze assicurative.

C

Certificazione energetica
Si intende il complesso delle operazioni svolte dai soggetti accreditati per il rilascio dell’attestato di certificazione energetica e delle raccomandazioni per il miglioramento della prestazione energetica dell’edificio. Dal 1° luglio 2009 chi vende un immobile deve disporre di un documento che attesti il rendimento energetico dell’appartamento o della villetta, come previsto dall’articolo 6, comma 1-bis, lettera c) del Dlgs 192/2005. Questo documento, dal 25 luglio, a seguito dell’entrata in vigore delle linee guida del ministero dello Sviluppo economico, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 158 del 10 luglio 2009) è l’attestato di certificazione energetica in tutta Italia. Finora era sufficiente l’attestato di qualificazione energetica, rilasciato da un tecnico abilitato che poteva non essere estraneo alla proprietà.
Un discorso a parte va fatto per le regioni Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e per la provincia autonoma di Bolzano. In queste regioni era già prevista la certificazione energetica e mantengono le precedenti procedure per la certificazione energetica, diverse da quelle delle altre regioni.
Un discorso a parte va fatto per l’obbligo di allegare la certificazione energetica in caso di rogito. A livello nazionale l’obbligo è stato abolito (Legge 133/2008), mentre rimane obbligatorio in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana e Valle d’Aosta.
La certificazione energetica interessa il Conto Energia solo marginalmente: è infatti necessaria per certificare la riduzione dell’indice di prestazione energetica a seguito di opere di risparmio energetico. Se la riduzione è almeno del 10%, si ha diritto a una tariffa incentivante (Conto Energia) maggiorata fino al 30 per cento.

Conto Energia ( Quarto )
Dopo mesi di polemiche e accesi dibattiti, il sospirato quarto Conto energia è finalmente nero su bianco e contiene una serie di norme destinate a cambiare il volto del fotovoltaico italiano. Il nuovo testo sugli incentivi è arrivato dopo che il terzo Conto Energia, varato appena ad agosto 2010, aveva provocato un vero e proprio boom del fotovoltaico nel nostro Paese (anche per effetto del decreto “Salva Alcoa”): a maggio 2010 il fotovoltaico italiano può così contare su 204.000 impianti in esercizio per oltre 5.230 Mw di potenza installata.

A questi numeri, che già fanno dell’Italia la seconda potenza del fotovoltaico mondiale, si aggiungeranno presto altri 2 Mw proprio per effetto del Salva Alcoa. Il provvedimento, che garantiva gli incentivi previsti dal secondo Conto energia per gli impianti che avessero terminato i lavori entro il 31 dicembre 2010, ha scatenato gli operatori italiani, che hanno inondato il Gse di richieste di allaccio alla rete: “A volte ci è arrivato persino un cd danneggiato dalle poste o delle foto generiche senza le indicazioni precise”, testimonia il direttore generale del Gestore dei servizi energetici, Gerardo Montanino. Questa corsa ha provocato la reazione del Governo, preoccupato del peso in bolletta assunto da tariffe senza dubbio generose: In Italia inizialmente gli incentivi valevano più del doppio di quelli tedeschi, con le tariffe del terzo Conto energia il rapporto era salito circa 3 a 1”, ha evidenziato Montanino.

L’Esecutivo ha così deciso di correre ai ripari, varando – dopo mesi di polemiche con le associazioni di categoria- il nuovo Conto energia, che regolerà il livello di incentivazione del settore dal 1 giugno 2011 al 31 dicembre 2016. Secondo Vittorio Chiesa, direttore dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, nel provvedimento di positivo c’è senz’altro il riconoscimento di un potenziale del fotovoltaico ben superiore agli 8 Gw previsti in origine dal Piano energetico nazionale (Pan). L’obiettivo del quarto Conto energia è infatti di arrivare a ben 23 Gw di potenza installata entro il 2016. Per raggiungere questo target, però, il legislatore non è disposto a caricare eccessivamente le bollette elettriche dei cittadini (che finanziano gli incentivi al solare) ma, piuttosto, ha fissato un tetto di spesa accettabile compreso tra i 6 e i 7 miliardi di euro. Nel complesso le tariffe mantengono il telaio del precedente Conto energia, con 6 diverse categoria di potenza, ma prevedono nel 2011 importanti decrementi mensili dell’incentivo a cui si ha diritto e una suddivisione semestrale per il 2012. A partire dal 2013, le tariffe incentivanti saranno onnicomprensive, mentre per l’autoconsumo ci sarà un premio.
Fondamentale nel testo è la distinzione tra piccoli e grandi impianti: nella prima definizione sono ricomprese le installazioni a terra sino ai 200 Kw e quelle fino a 1 Mw se realizzate su edifici. I piccoli impianti godono di un evidente favore da parte del provvedimento in confronto alle grandi centrali a terra, che invece hanno conosciuto un vero e proprio boom nel biennio 2009-2010. Sostanzialmente il taglio medio degli incentivi nel 2011 sarà del 25%, ma la diminuzione sarà del 21% per i piccoli impianti, mentre circa del 30% per quelli considerati grandi. Ugualmente nel 2012 la diminuzione sarà del 30% per le installazioni di taglia più ridotta e del 40% per quelle di maggiore dimensione. Inoltre gli impianti su edifici oltre il megawatt e quelli a terra con potenze superiori ai 200 Kw, a partire dal 1º settembre del 2011 e per il 2012 dovranno iscriversi in un registro preliminare per l’accesso agli incentivi. Questo, secondo Chiesa “Può rappresentare un limite e rendere più difficile la bancabilità dei progetti. Prima della pubblicazione della graduatoria non si saprà nulla dell’incentivo cui si avrà diritto”.

Data l’impostazione del decreto, l’attesa è perciò quella di una redistribuzione molto significativa del mix di impianti del solare italiano, con una diminuzione di quelli di taglia elevata. Tutto questo comporterà conseguenze rilevanti anche per la filiera italiana del fotovoltaico: la consistente rete di manutentori e installatori dovrà abituarsi a lavorare anche sui piccoli impianti, dove i margini sono nettamente minori rispetto ai grandi progetti. In effetti la vera sfida dell’intero comparto, con incentivi comunque ridotti in misura significativa, sarà quella di ridurre i costi, pena la drastica riduzione dei rendimenti. Considerato che il taglio dei prezzi nella manutenzione e nell’installazione non sarà semplice, la speranza implicita del quarto Conto energia è quella di un progressivo calo dei costi di celle e moduli, così da arrivare già a fine 2016 alla tanto agognata grid parity, ovvero la competitività di costo con l’elettricità prodotta da fonti fossili. Nei piani del Governo, infatti, a partire dal 2017 i regimi di incentivazione per il fotovoltaico dovrebbero avere definitivamente termine e, dunque, per quella data il solare italiano dovrà essere già abbastanza forte da camminare con le proprie gambe.

Convenienza economica
Per quanto le tariffe incentivanti siano diminuite, la convenienza del fotovoltaico è ancora forte. Secondo uno studio del Politecnico di Milano (per consultarlo è necessario registrarsi), il tasso interno di rendimento (Tir) medio a 25 anni di un impianto domestico è del 9 per cento. Per fare un confronto, un Btp a 25 anni è oggi del 4,59% netto (5,25% lordo).

D

Detrazione del 55%
La detrazione del 55% per gli interventi per il risparmio energetico non vale per gli impianti fotovoltaici. È invece valida per i pannelli solari termici (che permettono di riscaldare l’acqua e in certe condizioni di riscaldare le case), oltre che per le caldaie di nuova generazione, i “cappotti termici” e l’isolamento termico tramite adeguati serramenti. Il rimborso fiscale avviene in 5 anni. Questo incentivo non è gestito dal GSE ma dall’Enea e dall’agenzia delle Entrate. Tutta la normativa si trova all’indirizzo http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/decreti.htm.

Durata dell’impianto
La durata di un impianto fotovoltaico è in genere di 20-25 anni. L’incentivo Conto Energia dura 20 anni.

E

Emissioni
Le emissioni di CO2 di un impianto fotovoltaico sono nulle. Il contributo del fotovoltaico per l’abbattimento delle emissioni è però relativamente limitato, vista la ridotta potenza degli impianti.

F

Film sottile

Oltre ai classici moduli in silicio mono e policristallino, si stanno diffondendo i pannelli solari di tipo “film sottile”, che attualmente hanno una quota prossima al 10% del mercato globale. Il film sottile è un prodotto della tecnologia che sfrutta la deposizione di un sottilissimo strato di materiali semiconduttori per la realizzazione della cella fotovoltaica. Le famiglie di moduli a film sottile sono tre: i moduli in silicio amorfo (a-Si); quelli CdTe (telloruro di cadmio); e quelli CIS/CIGS, che basano il loro funzionamento su svariati composti ternari.
In generale, lo svantaggio è dato dalla bassa efficienza, che costringe a installare pannelli più ampli, mentre il vantaggio è dato dai costi minori.

Fisco
Il trattamento fiscale degli impianti fotovoltaici cambia molto in base alla potenza dell’impianto e alla sua destinazione. Per tutti la tariffa incentivante del Conto Energia non è mai soggetta a Iva, anche se l’impianto è realizzato nell’esercizio di attività di impresa.
Per piccoli impianti fino a 20 kW asserviti ad una abitazione, l’immissione di energia in rete (scambio sul posto) non è considerata una attività commerciale e quindi non è fiscalmente rilevante.
Nel caso di impianti non asserviti ad una abitazione (è il caso di grandi impianti ma non solo) l’immissione di energia in rete ai fini di vendita o scambio è considerata un’attività commerciale e quindi rilevante ai fini Iva e altre imposte.
I dettagli si trovano nella circolare 46/E del 19 luglio 2007 dell’Agenzia delle Entrate sulla “Disciplina fiscale degli incentivi per gli impianti fotovoltaici”.

Fotovoltaico
Un impianto fotovoltaico permette di trasformare direttamente l’energia solare in energia elettrica in corrente continua grazie all’effetto fotovoltaico. Tale fenomeno si manifesta nei materiali detti “semiconduttori”, il più conosciuto dei quali è il silicio. Per rendere compatibile l’energia generata dai moduli fotovoltaici con le apparecchiature per usi civili e industriali occorre trasformare la corrente da continua in alternata alla frequenza a alla tensione di funzionamento della rete elettrica pubblica. Questo si ottiene interponendo tra i moduli e la rete un inverter.

Furti
I furti di pannelli fotovoltaici sono frequenti, ma a essere colpiti sono soprattutto i grandi impianti, specialmente in fase di cantiere, e i moduli di edifici pubblici o presenti per strada (per esempio legati a lampioni o semafori lampeggianti). Il fenomeno si è registrato soprattutto al Sud, in particolare in Campania, Calabria e Puglia. Le destinazioni principali sono Nord Africa, Far East, Grecia, Spagna e Romania. Non ci sono dati ufficiali sul valore dei moduli rubati, ma dalle stime di operatori specializzati è quantificato in 100 milioni di euro nel 2008. Un singolo modulo costa 3-400 euro e viene rivenduto a circa 100-150 euro.

G

Gestore dei servizi elettrici
Il GSE (ex GRTN società Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale S.p.a.) è la holding pubblica che opera per la promozione e lo sviluppo sostenibile in Italia attraverso l’erogazione degli incentivi economici destinati alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili Il GSE promuove campagne di informazione per un consumo di energia elettrica responsabile e compatibile con le tematiche dello sviluppo sostenibile. È il soggetto di riferimento per gli incentivi legati al solare fotovoltaico. La società è interamente posseduta dal ministero dell’Economia e delle Finanze, mentre gli indirizzi strategici e operativi sono definiti dal ministero dello Sviluppo Economico. Il GSE è capogruppo delle società Acquirente Unico e Gestore del Mercato Elettrico.

Grid parity
La “grid parity” è la coincidenza del costo dell’energia prodotta da impianti fotovoltaici con quello dell’energia prodotta da fonti convenzionali. In alcune limitate parti del mondo questa condizione si è già realizzata. In Italia alcune stime ritengono che la parità si otterrà intorno al 2015 (2016 per gli impianti domestici), per effetto dei minori costi di produzione degli impianti fotovoltaici.

Gruppi di acquisto
Sulla scorta di esperienze legate ai prodotti agricoli, anche per l’installazione di pannelli fotovoltaici sono stati creati dei gruppi di acquisto solidali. Il più noto è probabilmente il gruppo fondato da Jacopo Fo (legato al progetto Merci Dolci). Ci sono vari Gaf (gruppi di acquisto fotovoltaico) a livello locale, come a Roncadelle (Bresci), a Pescara, a Pederobba (Treviso), a Castiglione delle Stiviere (Mantova), in vari comuni del Parco dell’Appennino, a Padova e in molti altri luoghi. Iniziative analoghe sono state portate avanti dai Gas degli “Amici di Beppe Grillo”. I gruppi di acquisto promettono risparmi (di circa il 10%) rispetto ai costi normali, grazie agli accordi stipulati con gli installatori e con i fornitori di moduli e inverter.
Molto diffusi sono anche i gruppi di acquisto solidale per i pannelli solari termici, che hanno anche il vantaggio di richiedere un investimento iniziale minore. La “Rete solare per l’autocostruzione” va oltre: non solo è un gas per acquistare i materiali per il solare termico, ma fornisce anche l’assistenza per installare “da sé” i pannelli.

Decisamente innovativo è anche l’approccio della “cooperativa elettrica di produttori e utilizzatori” Retenergie, di Fossano, vicino Cuneo. Alla base del progetto c’è l’idea di produrre energia rinnovabile da impianti di produzione a basso impatto ambientale attraverso la forma dell’azionariato popolare. In pratica si acquistano delle “azioni” di almeno 500 euro, per finanziare impianti rinnovabili (fotovoltaico, mini-eolico e mini-idroelettrico), partecipando negli anni successivi ai ricavi derivanti dagli impianti.

Guida al Conto Energia
Si tratta di una pubblicazione predisposta dal GSE in collaborazione con l’Aeeg (autorità per l’energia elettrica e il gas), che fornisce indicazioni utili (meccanismo degli incentivi e burocrazia) per coloro che intendono realizzare un impianto fotovoltaico e richiedere gli incentivi.

I

Impianto fotovoltaico
Un impianto fotovoltaico si compone di moduli o pannelli fotovoltaici (in silicio mono o policristallino o con tecnologia di tipo “film sottile”), che pesano per circa il 55% sull’investimento complessivo. Altre componenti dell’impianto sono la struttura di sostegno per installare i moduli sul terreno, su un edificio o qualsiasi struttura edilizia, un inverter e i quadri elettrici, cavi di collegamento e locali tecnici per l’alloggiamento delle apparecchiature.

Installatori
Contattare un installatore è il primo passo da compiere da chi vuole mettere un impianto fotovoltaico sulla propria abitazione o azienda. Il progettista o l’installatore specializzato predispongono il progetto e il preventivo. È indispensabile il sopralluogo, perché la produzione di energia dipende dalla corretta installazione dell’impianto e dall’esposizione all’irraggiamento solare. Gli installatori sempre più spesso si fanno carico anche delle pratiche burocratiche richieste (autorizzazioni, connessioni, convenzione con il GSE).
Se si vuole ottenere la certificazione energetica dell’edificio (a seguito di interventi di risparmio energetico che permettono di aumentare la tariffa incentivante fino al 30%), bisogna rivolgersi a soggetti accreditati. In Lombardia, Liguria, Emilia Romagna e provincia autonoma di Bolzano questi soggetti sono presenti in specifici elenchi. Nelle altre regioni sono, semplificando, gli stessi soggetti a cui ci si rivolge per le detrazioni del 55% per interventi di risparmio energetico (pannelli solari termici, cappotto termico, infissi, caldaie a condensazione).

Investimento
Il costo di un impianto solare fotovoltaico si aggira tra i 2.500 e i 3.500 euro per kW di potenza installata. Un impianto domestico da 3 kW costa quindi intorno ai 7,5-10mila euro. Secondo un calcolo di Legambiente, sul costo totale il modulo incide per il 56%, ma si arriva al 69% includendo gli altri materiali. La componente lavoro pesa invece per il 14%, di cui la metà per l’installazione.

Irraggiamento solare
Si misura in kW/m2 e corrisponde alla radiazione solare istantanea incidente sull’unità di superficie. Varia naturalmente a seconda della latitudine e influisce sulla redditività di un impianto solare fotovoltaico o termico. In Italia la regione con maggiori irraggiamento e rendimento è la Sicilia. Una misura dell’irraggiamento nel proprio comune si può ottenere consultando l’atlante italiano della radiazione solare dell’Enea (ma bisogna sapere le coordinate esatte) o i simulatori come quelli del sito www.enelsi.it o www.ingalessandrocaffarelli.it .

M

Manutenzione
I costi di manutenzione ordinaria e di esercizio di un impianto fotovoltaico sono abitualmente stimati in circa l’1-1,5% del valore dell’impianto. Dopo dieci anni è opportuno prevedere degli interventi di manutenzione straordinaria per la sostituzione di alcuni componenti elettrici, in particolare dell’inverter.

Modulo
Il modulo fotovoltaico è un insieme di celle fotovoltaiche collegate tra loro in serie o in parallelo, così da ottenere valori di tensione e corrente adatti ai comuni impieghi. I moduli in silicio policristallino costano leggermente meno di quelli in monocristallino, ma hanno anche una resa minore. La produzione delle celle e dei moduli avviene soprattutto in Asia o in Germania.

O

Obama
Il presidente degli Stati Uniti ha promesso un forte impulso alle energie rinnovabili. Recentemente Obama ha sostenuto l’American Clean Energy and Security Act, legge votata dalla Camera (non ancora dal Senato) che prevede una riduzione del 17% dei gas serra entro il 2020, con base i valori del 2005. Il disincentivo alle emissioni nocive non sarà però applicabile per diversi anni all’industria del carbone. Gli Usa sono una delle nazioni con il maggior numero di installazioni impianti fotovoltaici, ma rimangono lontani da Italia e Germania.

P

Piano casa
Le leggi regionali sul piano casa, a seguito dell’intesa Stato-Regioni del 31 marzo 2009, legano generalmente la possibilità di ampliare le abitazioni, o di demolirle e ricostruirle, al risparmio energetico. L’installazione di pannelli solari termici o fotovoltaici è spesso menzionata come condizione per ottenere gli ampliamenti o aumenti di cubatura maggiori rispetto a quelli normalmente previsti.

R

Ritorno dell’investimento
Il ritorno dell’investimento in termini di anni (pay-back period) si ha in misura diversa nelle diverse regioni. A Sud il ritorno del capitale investito, secondo le stime del GSE, si ha in 7-9 anni; al centro in 9-11 anni; e al Nord in 11-13 anni.

S

Scambio sul posto
Il meccanismo dello scambio sul posto (Del. Aeeg n. 74/08) va ad aggiungersi all’incentivo del Conto Energia. Con lo scambio sul posto, semplificando, non si paga la bolletta della luce. Più precisamente, l’elettricità prodotta da un impianto e non contestualmente autoconsumata può essere commercializzata dal consumatore-produttore. Lo scambio sul posto può essere scelto, in alternativa alla vendita di energia al mercato, solo dagli impianti fino a 200 kW di potenza (se entrati in esercizio dopo il 31 dicembre del 2007, mentre per gli altri il limite è di 20 kW). Conviene preferire lo scambio sul posto alla vendita se si produce tanta energia quanta se ne consuma.
Dal 1° gennaio 2009 sono cambiate alcune regole. I titolari di impianti che hanno scelto lo scambio sul posto (il 96% di quelli attivati con il Nuovo Conto Energia) entro il 30 settembre 2009 dovranno stipulare una convenzione con il Gestore dei servizi elettrici. Il GSE diventa ora il responsabile unico del servizio, subentrando agli operatori di mercato come soggetto di riferimento.
Un esempio aiuta a chiarire la differenza tra lo scambio sul posto e il Conto Energia. Schematizzando, si ipotizza un impianto che produce 1.000 kWh all’anno, ne autoconsuma immediatamente 200 e ne consuma in maniera differita (cioè di sera) altri 700. Alla remunerazione del Conto Energia su tutti i 1.000 kWh prodotti si aggiunge lo scambio sul posto: i 200 kWh autoconsumati non sono pagati in bolletta; gli 800 kWh rimanenti sono immessi in rete e vengono valorizzati dal GSE in base al prezzo zonale orario (ora e area geografica in cui l’impianto produce). Il contributo in conto scambio rimborsa i 700 kWh pagati dalla famiglia nella bolletta elettrica. Il controvalore in euro dell’energia elettrica non utilizzata è riportato a credito per gli anni.

Solare termico
I pannelli solari termici non vanno confusi con quelli fotovoltaici. Se questi ultimi permettono la produzione di energia elettrica, lo scopo dei primi è la produzione di acqua calda. I pannelli solari termici possono, in presenza di sistemi di riscaldamento sotto i pavimenti, anche riscaldare le abitazioni. L’incentivo economico utilizzato non è il Conto Energia ma la detrazione in cinque anni del 55% dei costi sostenuti. Per i pannelli solari termici è prevista una procedura semplificata per ottenere il bonus fiscale. Il costo di un impianto solare termico per un’abitazione è di circa 3-4mila euro.

T

Tariffe onnicomprensiva
Il sistema della “tariffa onnicomprensiva“, simile per impostazione al Conto Energia, può essere richiesta dal produttore di energia in alternativa ai “certificati verdi”. Questo incentivo non riguarda, tuttavia, il fotovoltaico.
La tariffa onnicomprensiva remunera per 15 anni l’energia prodotta dagli impianti di energia rinnovabile che abbiano una potenza massima di 1 MW (0,2 MW per il mini-eolico). Le tariffe per ogni kWh prodotto sono diverse per le differenti fonti rinnovabili (dai 18 centesimi del gas da discarica ai 34 del moto ondoso).

U

Unione europea
Il pacchetto clima-energia 20-20-20 è il programma europeo, approvato alla fine del 2008, che prevede di conseguire, entro il 2020, tre obiettivi: ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili (qui il testo completo). L’Italia ha ottenuto che il suo obiettivo di produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2020 scendesse al 17%, ma lo sforzo sarà comunque elevato: dovranno derivare da fonti rinnovabili 28 milioni di Tep, tonnellate di petrolio equivalente, più del potenziale italiano di energia rinnovabile, stimato in 24 milioni di Tep. In questa sfida il fotovoltaico giocherà un ruolo marginale: secondo una stima dell’Aeeg, nonostante nel 2020 il fotovoltaico assorbirà 3,5 miliardi di euro di incentivi sui 7 miliardi totali, il suo contributo sarà di “soli” 10 TWh: un decimo dell’energia elettrica da fonti rinnovabili prevista (104 TWh, pari a 9 milioni di Tep), che a sua volta è poco più di un terzo di tutta l’energia rinnovabile prevista (predomina infatti la quota di energia termica da biocarburanti, biomasse, geotermia e solare termico).

V

Vendita diretta o indiretta
Se un impianto produce molta più energia elettrica di quanta non consumi, conviene, invece dello scambio sul posto, optare per la vendita dell’energia sul mercato. La premessa è che l’energia che consumiamo costa di più, circa il doppio, di quella che vendiamo. Schematizzando e semplificando: quando produciamo 100 e consumiamo 100, con lo scambio sul posto la somma è zero. Con la vendita al mercato, invece, pagheremmo 100 e riceveremmo 50. Se invece produciamo 1.000 e consumiamo 100, paghiamo 100 e riceviamo 500. Con lo scambio sul posto l’eventuale differenza tra quanto produciamo e quanto consumiamo non viene invece remunerata ma messa solamente a credito per gli anni successivi.
La vendita può essere “indiretta”, cioè l’energia può essere ceduta al GSE (ritiro dedicato) al prezzo di mercato riferito alla zona in cui è collocato l’impianto (e questa è la modalità più seguita, con l’esclusione degli impianti più grandi). Oppure si può scegliere di vendere direttamente l’energia in borsa, previa iscrizione al mercato dell’energia elettrica, gestito dal Gestore del mercato elettrico.

W

Watt, Watt di picco (Wp) e Wattora
Il Watt è l’unità di misura della potenza elettrica. Il Watt di picco (Wp) è l’unità di misura usata per indicare la potenza che un dispositivo fotovoltaico può produrre in condizioni standard di funzionamento. Un impianto domestico ha in genere 2-3 kWp. Il Wattora è invece una unità di misura dell’energia che equivale a un Watt per ogni ora.